Articoli e Pubblicazioni

Il benessere della coppia

10 - Ott - 2018 | In famiglia... come va?

Oggi tutti ci domandiamo: «Cosa ci vuole perché una coppia stia bene?».
Tralasciando cosa s’intende attualmente per coppia, poiché la definizione va modificandosi e arricchendosi di sfaccettature sempre più sottili e complesse, soffermiamoci sulle fondamenta generali: «Cosa ci vuole perché due individui stiano bene assieme, magari per lungo tempo?»
Data la diversità di ogni persona, non vi è una «ricetta» pronta che, come un passpartout, vada miracolosamente bene per ogni coppia e relazione… interessi diversi, esperienze diverse, possibilità diverse in combinazione con altrettante infinite variabili che porta con sé l’altro/a nel la coppia rendono un’omologazione impossibile e innaturale… Quindi? Quindi si comincia da noi stessi!

1) Ogni individuo non ha la possibilità di stare bene e instaurare relazioni, specialmente di coppia, salutari, durature e soddisfacenti se prima non è in equilibrio con sé stesso, conscio delle proprie fragilità, delle proprie risorse e di come gestire al meglio entrambe nelle situazioni della vita… Parlo di equilibrio e non di stabilità perché questa, per gli affetti e le emozioni umane, non esiste… siamo sempre esposti a un qualcosa che incrini e modifichi il nostro assetto psicofisico, può essere una malattia, una situazione stressante, un evento inaspettato o altro ma «gli urti della vita» esistono e possiamo farvi fronte efficacemente solamente non arroccandoci in un’utopistica e rassicurante stabilità ideale, bensì padroneggiando ciò che siamo e ciò che proviamo al meglio per fronteggiare le sfide della vita rimanendo in equilibrio o rialzandoci quanto prima e quanto meglio… ed è perfetto così, sono proprio gli alti e bassi che ci fanno sentire vivi e assaporare i momenti e i rapporti, il più è imparare a gestirli e non essere gestiti da loro.

2) È fondamentale allenarsi e abituarsi a vedere anche gli altri per come sono con i loro veri punti di fragilità, le loro risorse e ricchezze personali di esseri umani e non per come vorremmo noi che fossero in base alle nostre speranze o aspettative… Le persone possono cambiare solamente se lo vogliono personalmente, quindi, ognuno di noi ha la sola possibilità di cambiare se stesso/a… nemmeno se chi me lo chiede è una persona che amo o a cui tengo grandemente sarò in grado di cambiare se non ne ho già la spinta motivazionale e il sufficiente livello di energia psicofisica in me, questo perché, anche se mi sforzassi per lei/lui, dentro di me a livello più o meno cosciente, si farebbe strada il messaggio «così non vado bene», quindi agirei per compensare un senso di rifiuto personale che mi impedirebbe di adoperarmi efficacemente verso la strada di un cambiamento.

3) Mantenere e coltivare un equilibrio nella relazione… Molte coppie, anche assieme da 20, 30 o 40 anni, oggi si lasciano… oltre al cambiamento di valori e possibilità socioculturali avvenuti negli ultimi 50 anni, una componente che , sempre più spesso, emerge in queste situazioni è quella dell’equilibrio di partenza e della «sincronicità di crescita»; per dirla più semplicemente, se una coppia si assesta in una relazione in cui uno dei due «tira il carro» maggiormente e l’altro segue, quando e se ciò cambierà (per i motivi più svariati che dicevamo prima… «gli urti della vita» o semplice maturazione personale) e chi segue comincerà a volere una distribuzione più bilanciata dei ruoli o dei pesi, oppure chi tira comincerà ad essere più stanco e a richiedere un maggior contributo all’altro, la coppia rischia di sfaldarsi, andare in crisi e «scoppiare».

Il meglio sarebbe instaurare una relazione in cui la coppia parte in equilibrio riconoscendo il valore e le fragilità dell’altro, accettandone la ricchezza e crescendo assieme in equilibrio di ruoli, forze e pesi. Spesso ciò non accade, quindi resta da prestare attenzione il più possibile ai piccoli segnali di mutamento (che sicuramente ci sono) in uno dei due partner e cercare di stare allo «stesso passo», maturare assieme come individui in modo che la coppia si assesti assieme e con gradualità. Se anche questo passaggio viene a mancare e si arriva al punto in cui uno dei due ha fatto tanta strada da maturare da solo convinzioni e aspirazioni differenti da quelle condivise in par tenza con il/la compagno/a e la coppia entra in crisi, l’unica cosa da fare è valutare il livello di motivazione, di volontà e di energia che entrambi possono mettere in campo per venirsi incontro, aspettarsi o rincorrersi per riallineare l’equilibrio di coppia perso… questo però è molto difficile perché, spesso, uno dei due partner non ha più tempo e/o voglia da investire per ricucire il rapporto a causa del proprio vissuto e della propria percezione di non essere stato visto, accettato e ascoltato per il periodo della loro storia di coppia in cui lui/lei è cresciuto/a senza che l’altro/a cogliesse i segnali.

Francesco Rossi
Consulente Familiare Bologna

Breve storia Zen: “I Due Vasi”

Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Il povero vaso crepato, invece, si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: «Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l’acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa». La vecchia sorrise: «Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa».

Attivazione da fare in coppia:
«Le Crepe nei Nostri Vasi»

Fermatevi a riflettere e ascoltatevi rispetto alla vostra storia di coppia, questa è come l’anziana signora che porta avanti e indietro nella vita i due vasi, cioè voi due individui in equilibrio sulle proprie spalle; ognuno di voi ha crepe e fragilità che, se approcciati adeguatamente, possono mutarsi in ricchezza;

  • Riuscite a vederli e a valorizzarli l’uno nell’altro?
  • In che modo lo state facendo o potreste cominciare a farlo?
  • In che modo si potrebbe fare ancora meglio se lo state già facendo?

Ognuno di voi porta con sé il proprio senso d’inadeguatezza rispetto alle proprie crepe, dichiaratelo l’uno all’altro e cercate di rovesciarne la logica (come per la crepa del vaso e i fiori che ne derivano abbellendo la tavola) in modo da riallinearvi e raggiungere l’altro/a nel livello di consapevolezza sui vissuti emotivi personali e accompagnarsi tenendosi per mano col sorriso lungo un sentiero pieno di bellissimi fiori.

Sono la crepa e il difetto che ognuno ha
a far sì che la nostra convivenza sia interessante,
gratificante e sorprendente…
il segreto è vedere e prendere ciascuno per quello che è!

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